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MAPPA VILLA DI POPPEA

 

 

La villa romana, inizialmente chiamata “Villa A” e successivamente denominata Villa di Poppea è una villa destinata all’otium sepolta nel 79 d.C. dall’eruzione del Vesuvio che distrusse Pompei Ercolano e Stabia. Il complesso si presenta come un ambiente di gran lusso con porticati, giardini, saloni e una piscina di grandi dimensioni. Tutte le pareti sono ricoperte quasi interamente da dipinti prevalentemente del II, III e IV stile. Un buon numero di questi affreschi si è mantenuto sorprendentemente intatto. Nei giardini e negli ambienti interni sono state ritrovate numerose sculture e molto vasellame da mensa in terra sigillata. L’impianto della villa si articola in quattro parti: rispettivamente nord, sud, est e ovest.

A nord è stato portato alla luce un giardino percorso da vialetti che delimitano grandi aiuole con alcuni gruppi di arbusti e un filare di alberi, forse platani. Qui sono state rinvenute diverse sculture marmoree che dovevano costituire i gruppi che circondavano alcune fontane.

Nella zona sud si apriva l’ingresso originario della villa che però non è visibile perché è tuttora sepolto nel Canale del Sarno, costruito alla fine del 1500. Qui è stato parzialmente scoperto un altro giardino rinchiuso in un grande peristilio a tre lati simmetrico rispetto al giardino a nord. Tra questi due giardini, sono stati portate alla luce circa 50 ambienti nei quali si svolgevano gran parte delle attività, dallo svago e dal riposo dei padroni al lavoro e alle faccende dei famigli e degli schiavi. È in questa zona dove, collegati da corridoi e porticati, sono più numerosi i cubicoli e cioè le camere da letto e qualche ambiente di soggiorno non tanto ampio.

La zona est si articola in una serie di soggiorni, saloni di rappresentanza, giardini interni e passaggi che danno su un lungo porticato. All’estremo orientale si distende la struttura più notevole della villa, cioè la piscina, lunga 61 metri e larga 17, pavimentata in cocciopesto e circondata da statue in marmo.

Nella zona ovest è ubicato l’atrio dal quale lo sguardo spazia attraverso un disimpegno, un viridario interno e un grande salone proteso verso il giardino. A est di questa sequenza si trovano la cucina e il contiguo triclinium o stanza da pranzo. Nella stessa ala trovava posto anche il quartiere termale con il bagno caldo o calidarium, e il tepidarium.

    • 1 SALONE: questo vasto soggiorno si apre verso il giardino nord. Sono evidenti i segni della costruzione posteriore all’atrio per le murature in opus reticulatum e latericium usata per conferire alla villa un maggior carattere monumentale. Il pavimento a mosaico bianco e nero ha tra le colonne motivi floreali stilizzati. Lungo le pareti sono state trovate, accatastate in terra, colonne in marmo forse in attesa di essere messe in opera nel portico lungo la piscina.
    • 2 AMBIENTE DI DISIMPEGNO: grande spazio che collega le stanze ai suoi lati. È pavimentato in cocciopesto con pareti affrescate in alto con semplici motivi del IV stile.
    • 3 CUCINA: è ancora intatto il piano di cottura su cui dovevano poggiare i tripodi sui quali si cucinava. Al di sotto si trovano quattro ampie nicchie ad arco che avevano la funzione di deposito per la legna. Sulla destra è presente un enorme recipiente rotondo interrato che serviva per allontanare i liquidi di rifiuto. Un piano ammezzato costruito al di sopra di questo ambiente era destinato alla servitù.
    1. CALIDARIUM: ambiente per il bagno caldo. Assolveva al suo scopo in quanto era dotato di intercapedini sia nelle pareti sia sotto il pavimento per la circolazione dell’aria calda prodotta dal praefurnum (forno-stufa) nell’adiacente cucina. L’intercapedine nei muri era ottenuta con speciali tegole forate, le tegulae mammatae mentre quella sotto il pavimento era prodotta con piccoli pilastri, le suspensurae. Le decorazioni sono del III stile a fondo rosso e giallo. In un recesso sulla parete est un affresco mostra Ercole nel giardino delle Esperidi. Sulle altre pareti sono inseriti scorci di paesaggi, figure umane e soggetti mitologici.
    • 5 CUBICOLO: il disegno a mosaico del pavimento lascia ipotizzare l’esistenza di un solo letto. Nella stanza, un vano-finestra molto ampio, era forse chiuso da quattro ante lignee e pieghevoli. L’apertura sulla parte ovest che porta all’ambiente contiguo, risale alla ristrutturazione dopo il terremoto del 62 d. C.
    • 6 TEPIDARIUM: stanza adiacente al calidarium con temperatura più moderata. Sotto il pavimento, poggiato su supensurae, circolava l’aria. Gli affreschi sono del IV stile pompeiano prevalentemente decorativo composto da grandi pannelli e piccoli quadretti con uccelli.
    • 7 SALA (Oecus): Per alcuni il frigidarium o bagno freddo ma l’incompletezza dello scavo non consente di non consente di confermare tale ipotesi. Gli affreschi sono del IV stile in giallo e in rosso. In questa sala sono state ritrovate numerose lucerne in terracotta.
    • 8 ATRIOLO: cortile con tetto poggiato su quattro colonne adiacente al quartiere termale.

     

    • 9 OECUS: grande salone di ricevimento aperto a nord con una porta centrale sull’atriolo tetrastilo e a sud e a ovest con due finestre sul peristilio, in corrispondenza del quale è stato ricavato il calco della porta. La parete est reca un affresco di II stile che raggiunge un effetto realistico di profondità di campo del tutto particolare tenuto che ai romani non era nota la prospettiva. Il dipinto può riferirsi ad un tempio di Apollo. In primo piano è infatti raffigurato un cancello aperto oltre il quale si scorge un colonnato a doppio ordine con al centro il tripode delfico. In posizione speculare, due splendidi pavoni e due maschere teatrali.
    • 10 TRICLINIO: Il pavimento a mosaico lascia intravedere la posizione dei letti triclini summus, imus, medius, dove secondo il costume Greco si mangiava sdraiati. Anche qui la decorazione è del II stile, e in essa si ripetono gli effetti illusionistici che danno l’impressione di “aprire” lo spazio rinchiuso dell’ambiente verso l’esterno. Gli stessi motivi si fronteggiano sulle due pareti; dalle colonne pendono motivi floreali con preziose gemme. Sono inoltre inseriti altri elementi decorativi come statue, uccelli, un arco con faretra, due grifoni dorati a guardia delle porte e una natura morta con un meraviglioso e realistico cesto di fichi.
    • 11 PORTICO: Lo scavo in questo lato sud-ovest della villa è parziale. Le colonne sono in parte bianche, scanalate e in parte a squame rosse bianche. e tra di esse sussistono resti di muri che favorivano l’ombreggiamento. Il pavimento è a mosaico nero e bianco e le pareti sono in IV stile.
    1. LARARIO: Sul lato ovest in una nicchia si trova un altare molto rovinato. Qui venivano custoditi i Lari, divinità tutelari della casa venerati con piccole offerte. Le decorazione parietale è del IV stile e vi si alternano settori a fondo bianco e pannelli gialli. Da notare ancora in situ l’architrave di legno carbonizzato.
    2. PERISTILIO: quartiere, in parte destinato alla servitù. I muri sono decorati con le semplici strisce bianche e nere trasversali frequenti in questi ambienti servili. Al piano terra i cubicoli e i depositi; al piano superiore i dormitori. Nell’angolo sud-ovest c’è una scala che conduce a un livello inferiore. Al centro era collocata una fontana circondata da un’aiuola delimitata da bassi muri decorati all’interno con piante e animali su fondo rosso.
    • 14 CUBICULO: Il pavimento è a mosaico con tessere bianche e nere. L’affresco delle pareti è del II stile con pannelli a fondo giallo delimitati da candelabri e colonne con capitello corinzio e comprende anche motivi vegetali.
    • 15 OECUS: salotto. La decorazione è di II stile ispirata a soggetti teatrali come la maschera raffigurata al centro della parete ovest. Sulla parete nord è raffigurato, in alto, un vassoio di vetro con mele cotogne e prugne e, in basso, un cestino pieno di offerte coperto da un trasparentissimo velo. Sulla parete sud sono realisticamente dipinti grappoli d’uva e mele cotogne e su di un ferculum, cioè un vassoio, una realistica torta, alla quale oggi ci si è ispirati per realizzare la Cassata Oplontina.
    • 16 ATRIO: questo spazio, ambiente in origine centro della vita domestica, primo nucleo edilizio, mostra sul tetto l’apertura o compluvium attraverso il quale veniva convogliata l’acqua piovana che veniva raccolta nella sottostante vasca, l’impluvium e successivamente trasferita in grandi cisterne da cui veniva prelevata per gli usi domestici. Quando la villa ebbe l’impianto idrico con l’allacciamento all’acquedotto del Serino o a qualche sorgente del luogo, queste strutture, ormai inutili, assunsero la sola funzione ornamentale. Il tetto dell’atrio poggia su robuste travature lignee. Malgrado numerose lacune pittoriche, i dipinti sono tra i migliori esempi del II stile pompeiano e tendono ad ottenere, con i loro elementi architettonici, l’illusione di una maggiore profondità di veduta. Completano la scenografia due false porte, bruciaprofumi in bronzo e finte rientranze nelle pareti che racchiudono una serie di imagines clipeatae. Gli affreschi per la loro raffinatezza rispecchiano la ricchezza del committente. Il vestibulum non è visibile in quanto è inglobato nel Canale del Sarno che, costruito verso la fine del 1500, ha tagliato via parte del lato sud della villa.
    • 17 CUBICOLO: piccola stanza da letto con soffitto a volta dove i letti erano collocati nelle nicchie e dove è stato eseguito un interessante calco della finestra a quattro ante socchiusa. Gli affreschi sono di II stile, simili a quelli dell’atrio ma adattati all’ambiente più angusto. Il soffitto presenta finissime cornici di stucco dentellate o diversamente modellate.
    • 18 PORTICO: simmetrico rispetto a quello a ovest dell’atrio. Su di esso si apre una serie di cubicoli.
    1. CUBICOLO: pregevole la decorazione del IV stile anche se piuttosto semplice con fascia basale nera con piante e media rossa con animali.
    2. CUBICOLO A DOPPIA ALCOVA: Ultimo cubicolo sul porticato sud. Gli affreschi sono del IV stile con fascia basale rosso scuro e intermedia a pannelli bianchi con animali e amorini insieme a edicole a fondo rosso con candelabri.
    3. PERISTILIO: Il settore sud del colonnato è tuttora sepolto perché interrato nel canale del Sarno. Nella parte visibile le colonne sono bianche lisce in basso e scanalate in alto. Le decorazioni delle pareti sono nel IV stile con zona inferiore nera a soggetti vegetali e media con pannelli rossi con edicole e motivi vegetali stilizzati.
    4. GIARDINO: Il precedente peristilio rinchiude un giardino nel quale, lungo il colonnato, erano allevate in vaso piante ornamentali non identificate, forse rampicanti, mentre al centro si suppone la presenza di specie erbacee.
    5. CORRIDOIO: Ambiente di accesso a un complesso di stanze con le quale ha in comune la pavimentazione a mosaico e le decorazioni parietali in IV stile con fascia basale nera e pannelli rossi con gazzelle e uccelli in atto di beccare frutti.
    6. TORCULARIUM: unico ambiente produttivo della villa in cui si trova il torchio per il vino. Per le sue piccole dimensioni l’impianto doveva servire unicamente a soddisfare le esigenze di chi viveva nell’edificio.
    7. OECUS: stanza di soggiorno. Costituisce un complesso unitario con gli adiacenti ambienti e con la contigua diaeta. Gli affreschi ricalcano per stile e soggetti di uccelli e frutta quelli del corridoio 23.
    8. OECUS: seconda sala, simmetrica alla precedente e decorata in maniera analoga.
    9. PORTICATO: Ombreggiato ma luminoso costeggia la piscina in tutta la lunghezza. Le colonne, di cui resta qualche traccia delle basi, non erano in situ al momento dello scavo ma erano depositate nel grande salone 1. Il pavimento è a mosaico bianco e nero e le pareti sono affrescate in IV stile con motivi vegetali e piccole figure di animali quali gazzelle, capre, lucertole e insetti. Destinato al passeggio, si affaccia con una serie di aperture sugli ambienti interni e sui piccoli giardini rinchiusi ivi realizzati.
    10. SALONE: probabilmente una sala da pranzo. Sulla parete ovest è presente una nicchia nella quale era collocata una statua non ritrovata. L’uso di marmi colorati e le decorazioni molto raffinate del IV stile in queste stanze fanno presumere un uso padronale.
    11. PISCINA: grande vasca in cui si discendeva da alcuni gradini nell’angolo sud-est. Era pavimentata in cocciopesto con pareti interne con riquadri a stucco bianco. Sul bordo sud è stato ritrovato uno stupendo cratere in marmo. Le aree circostanti, specie sul lato orientale, erano sistemate a verde con alberi e arbusti. I calchi delle radici hanno consentito di stabilire la presenza di oleandri, limoni e forse platani. Tra le aiuole erano disposte 13 statue di marmo, copie romane di originali greci.
    12. AMBIENTI DI SOGGIORNO: all’estremo nord del porticato, tuttora parzialmente sepolti, si trovano alcuni ambienti di soggiorno o di incerta destinazione dove, nei dipinti murali, si alternano affreschi a finto marmo e decorazioni a fondo rosso, nero o giallo.
    13. SALONE: simmetrico al 28. In questo ambiente è stata in parte ricostituita la decorazione a motivi geometrici del soffitto. Le pitture di queste due sale sono identiche con fontane e uccelli tra arbusti che sembrano di mirto.
    14. SALONE: salone centrale aperto a ovest da un finestrone che si affaccia sul giardino. Le pareti erano ricoperte da marmi pregiati mentre il pavimento è in opus sectile, formato anch’esso da grossi frammenti di marmi variamente colorati. Il salone lascia percepire appieno la suggestione degli ampi spazi della villa, con la sequenza prospettica dei giardini interni scoperti che si alternano agli ambienti coperti, in un gioco di zone d’ombra e di zone assolate.
    • 33 GIARDINI INTERNI: in due complessi di ambienti simmetrici rispetto al precedente salone si trovano due piccoli viridari interni con un’aiuola centrale. Sono ambienti di particolare fascino voluti per accentuare l’effetto nella villa di perenni angoli verdi. Le pareti sono decorate in IV stile con piante, fontane e uccelli che simulano, accentuandolo, l’effetto di una rigogliosa vegetazione che genera una suggestiva scenografia di giardini.
    1. CORRIDOIO: con sedili in muratura lungo le pareti è il principale collegamento tra il nucleo residenziale della villa e la zona della piscina. Il soffitto si distingue una insolita pendenza verso il peristilio e presenta decorazioni geometriche, motivi floreali, animali e mostri mitologici.
    2. CUBICOLO: forse una piccola stanza da letto con evidenti segni di lavori che erano ancora in corso nel 79 d. C. Gli affreschi sono in IV stile con pannelli neri alla base delle pareti e rossi in alto.
    3. CALIDARIUM: rustico, forse servile, con pavimento in cocciopesto poggiato su supensurae.
    • 37 LATRINA: sulle pareti est, ovest e nord si trovavano sedili o un tavolato con i posti. Da una vaschetta-lavandino, sempre piena, l’acqua per la pulizia scorreva prima nella canaletta sul pavimento e poi nel grande canale di scolo. Dietro al muretto c’era lo spazio riservato alle donne. Sulla parete ovest dell’adiacente corridoio è inciso il graffito: MNESTEI BERYLLOS dal controverso significato (ricordati di Beryllos).
    1. VIRIDARIO: giardino, che nella prima fase edilizia era il peristilio ma del quale furono in seguito preclusi tutti gli intercolunni rendendolo inaccessibile. I doccioni originali in terracotta che avevano la funzione di incanalare l’acqua piovana sono stati risistemati nelle posizioni originarie. Sulle pareti est e ovest sui muri creati all’interno di due semicolonne pitture di scene di giardino, purtroppo scomparse, creavano una illusoria visione di maggiore profondità.
    • 39 PORTICI SETTENTRONALI: di questi due colonnati, quello ad ovest è stato dissepolto solo in parte in quanto al di sotto della via dei Sepolcri e dell’adiacente Spolettificio. Le coperture sono state fedelmente ricostruite e in esse sono state riposizionate le antefisse originali.
    • 40 GIARDINO NORD: Alle spalle della villa si distende un ampio giardino il cui schema architettonico ricalca quello della villa. Una serie di vialetti delimitano grandi aiuole bordate da siepi di arbusti. All’estremo est altri due viali sono separati da un filare di grandi alberi. In base ai calchi in gesso ricavati dalle radici sembra che fossero platani. Altre cavità radicali attesterebbero la presenza di oleandri. Diverse sculture in marmo dovevano circondare alcune fontane. È palese la funzione ricreativa e di otium del giardino.